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martedì 3 febbraio 2015

Arista al latte

Poi arriva la domenica dopo il sabato, non un sabato qualunque, il sabato 31 Gennaio compleanno di colui che mi accompagna da 17 anni in questo viaggio chiamato vita.
Son di quelle persone che amano star in bella compagnia, fuggo la solitudine e non per paura di star sola ma per il piacere di star insieme.
Son di quelle persone che pensano sempre ad organizzare per gli altri e per se, ma che attende una festa organizzata in suo onore prima o poi.... e succederà son certa perché le due manine stan crescendo e son pure alquanto festaiole.
Fatto sta che una settimana di malanni di vario genere non mi hanno fermata, così come non mi ha fermata la lontananza dalle persone care con cui si è soliti festeggiare.
Insomma alla fine un tavolo da sei più quattro bimbi son riuscita a metterlo insieme del buon cibo ed una candelina da spegnere hanno fatto il resto. C'era il pane da fare,  la pasta al forno con le sue mille piccole polpettine e melanzane da friggere ed il dolce per cui mi serviva un secondo d'effetto alla vista ed al palato. Ho optato per questa arista al latte che tra i vantaggi annovera la buona resa, l'economicità ed è anche di poche pretese per quel che concerne l'attenzione richiesta.
Chiedo venia perché ho solo un paio di foto finali ma ho dovuto far mille cose +1  e mi risultava difficile il passo passo ma sarò dettagliata e non farete nemmeno caso alla mancanza di foto. Promesso!
Vi auguro una BUONA RICETTA!

Ingredienti (10persone)

  • 1,3 kg di arista di maiale disossata ( deve essere in una retina con qualche rametto di rosmarino)
  • olio evo
  • 1 lt. latte
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale
  • pepe verde in grani facoltativo ( io l' ho omesso)
Procedimento:

Salare l'arista su tutti i lati, se lo si desidera infarinare leggermente.
In una pentola antiaderente dai bordi alti mettete l'olio, uno spicchio d'aglio e fate rosolare  l'arista a fuoco vivo. Mi raccomando fate rosolare bene tutti i lati  e nel girare non bucate la carne che perderebbe poi in morbidezza. Grazie a questa operazione "sigillerete " la carne e così i succhi verranno mantenuti all'interno.
Non appena sarà ben rosolata togliete lo spicchio d'aglio e versate il latte. Salate, mettete i grani di pepe verde e fate cuocere un'ora col coperchio e dieci minuti senza coperchio.
Girate di tanto in tanto l'arista facendo sempre attenzione a non pungerla.
Se il sughetto a fine cottura dovesse risultare ancora liquido, togliete la carne, ed aggiungete un cucchiaino di farina oppure amido di mais. Lasciate cuocere altri dieci minuti fino a quando non si sarà addensato.
Tagliate la carne non troppo spessa e servitela calda.







Arista al latte

Arista al latte

Arista al latte



Arista al latte

Arista al latte


venerdì 14 marzo 2014

Hamburger di lenticchie di Marco bianchi

Veniamo ad un argomento che mi sta a cuore ma che non è di facile svolgimento per le mille implicazioni che comporta. Iniziamo col dire che non lo esauriremo ora e qui ma lo introdurremo nella speranza che diventi motivo di confronto con quanti abbiamo deciso di seguire un orientamento alimentare sano e quanti siano scettici. Ormai la classificazione classica degli esseri viventi in  carnivori, erbivori  ed onnivori si è arricchita di altre sub classificazioni. Sono così scesi in campo , o meglio in cucina:  vegani,vegetariani, macrobiotici etc ...
Non amo "definirmi" ma sono da qualche tempo orientata verso una cucina che predilige proteine di origine vegetale, frutta fresca e secca, cereali integrali, formaggi freschi... nella convinzione che non sempre fatto in casa sia sinonimo di sano perché dobbiamo sempre partire da una ricerca per capire le origini dei prodotti e gli effetti sul nostro organismo.La carne? L'adoro ma, preferibilmente, una volta alla settimana e presa all'azienda agricola di fiducia. Il "preferibilmente" è d'obbligo perché inizialmente non è facile cambiare stile di vita e dribblare tutti quei prodotti colorati che al supermercato ti strizzano l'occhio per farsi un giro sul tuo carrello. Per ora parole ma nei fatti? Bene, nei fatti devi accompagnare per mano anche gli altri componenti della famiglia e propinargli cibi diversi ed altrettanto allettanti così da "cambiare la vecchia strada con la nuova" disattendendo un vecchio proverbio che tanta sicurezza è in grado di dare ma solo a chi non vuol migliorare ( concedetemi la rima).
 La mia proposta son stati degli Hamburger di lenticchie che dalla velocità di sparizione lasciano dedurre un elevato grado di apprezzamento. La ricetta è di Marco Bianchi, uno "chef scienziato", un divulgatore e consulente scientifico della fondazione Umberto Veronesi del quale tra l'altro ho sempre pensato che se vegetariano un motivo che andasse oltre posizioni etiche ci doveva essere. 
Al mio consueto augurio di "BUONA RICETTA" aggiungo un incentivante "NON FINISCE QUI"  .


Ingredienti:
  • 350 gr. lenticchie lessate, vanno bene anche quelle in scatola ( in entrambi i casi privarle dell'acqua e nel secondo caso, abbiate l'accortezza di sciacquarle)
  • mezza cipolla
  • mezzo spicchio d'aglio
  • un cucchiaio abbondante di olio di mais
  • due cucchiai di pangrattato integrale ( io ho usato quello normale sempre per quanto detto sopra che le dispense a poco a poco cambiano di contenuto)
  • un pizzico di sale ( nella ricetta originale non c'è)
Procedimento:
 Mettere nel mixer tutti gli ingredienti ed azionarlo.
Formare quindi dei veri e propri hamburger e far riposare un pò in frigo ( procedimento personale non della ricetta originale ad onor di cronaca). Se il composto non vi permette di dar la forma agli hamburger aggiungete un altro pò di pangrattato.
Per la cottura in una pentola antiaderente far scaldare qualche goccio d'olio ( io in genere ungo la padella con un tovagliolo intriso d'olio) e far cuocere 5-6 minuti per lato.



Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

Hamburger di lenticchie di Marco Bianchi

mercoledì 15 gennaio 2014

Felafel

Questo post potrebbe essere  tranquillamente intitolato " se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto" e vi spiego il perché....
Adoro mangiare ed è ovvio avendo un blog dedicato alla cucina ma adoro anche provare nuovi sapori, farmi catturare da nuovi profumi che mi permettano di immergermi in atmosfere diverse da quelle in cui ti può capovolgere la nostra prelibata cucina italiana.Però (c'è sempre un però in ogni storia che si rispetti) mio marito non è uno audace dal punto di vista culinario così l'altra sera al suo rientro si è trovato/beccato una cena orientale a base di felafel di ceci con salsa allo yogurt aromatizzato al curry e riso basmati alla curcuma. Ovviamente ha capitolato!
 Che dire già durante la preparazione ero entusiasta ma nulla rispetto a quello che avrei provato di lì a poco assaggiandoli. Ve li consiglio facili e veloci da preparare ovviamente se non si considera il tempo di ammollo dei ceci(almeno 24 h). 
Con le dosi utilizzate ne ho fatti circa 40 di varie misure, alcuni più grandi da utilizzare in accompagnamento al riso per una cenetta completa ed altri più piccoli, che ho congelato, da utilizzare per un aperitivo. Per la cottura ho optato per la frittura ma grazie alla ricerca che è alla base  di ogni mio piatto ho letto che possono essere cotti al forno ovviamente non avendo provato non posso pronunciarmi. Vi auguro BUONA RICETTA ! mi aspettano i panini all'olio con il lievito madre ma questa è un'altra storia....

Ingredienti (circa 40 felafel diverse dimensioni):
  • 500 gr. ceci secchi che andranno messi in ammollo per almeno 12h. ma i miei sono stati in ammollo per 24 h.
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • sale q.b.
  • farina q.b.
Procedimento:
Lasciare in ammollo i ceci per almeno 12 h, io li ho lasciati 24 h e credo sia la scelta migliore.
Trascorso questo tempo asciugare i ceci e metterli in un mixer ( essendo tanti ho preferito farlo in due tempi successivi) con la cipolla,l'aglio ed il prezzemolo.
Quando il composto risulterà morbido trasferitelo in una ciotola ed aggiungete le spezie ed il sale . Assaggiate per valutarne il gusto . Un vero chef non lascia nulla al caso.
Compattare con il dorso di un cucchiaio e dopo aver coperto la ciotola con la pellicola ponete il tutto in frigo. Vi rimarrà per almeno due ore.
A questo punto iniziate a formare i vostri felafel  prendendo l'impasto con un cucchiaio e schiacciandoli lievemente . Se il composto dovesse sfaldarsi aggiungete di cucchiaio in cucchiaio la farina affinché sia più compatto, io ne ho messo uno e mezzo.
Non vi resta che far riscaldare l'olio e friggerli fino a quando non saranno ben dorati. Metterli su carta assorbente e servire ben caldi!

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel

Felafel



lunedì 23 settembre 2013

Arrosto si ma ...di lenticchie!

Sono sicura che i più ricorderanno Pollon, io l'adoravo e mi ha insegnato più lei sulla mitologia di quanto non abbia fatto il liceo classico qualche anno dopo. Altro che winx!
Comunque per chi avesse poca memoria, si tratta di un  cartone animato degli anni ottanta in cui la piccola protagonista, aspirante dea, era  solita canticchiare questa canzoncina per infondere l'allegria a chi l'avesse smarrita:
« Sembra talco ma non è
serve a darti l'allegria,
se lo mangi o lo respiri,
ti dà subito l'allegria! »
 Per il piatto che voglio presentarvi oggi  potremmo optare per una rivisitazione ed intonarla così :
 " sembra carne ma non è
serve a darti l'energia,
se la mangi e la digerisci
ti da subito l'allegria!"
Devo dire che se si vuole ridurre il consumo di carne oppure sedurre bimbi restii ai legumi questo arrosto si ma... di lenticchie! può rivelarsi un ottimo surrogato.
Propinato per cena l'altra sera è stato apprezzato anche da chi , come mio marito è sempre titubante di fronte a ciò che non rientra nei suoi schemi culinari.
La ricetta è tratta dalla rivista de " la prova del cuoco". BUONA RICETTA!

Ingredienti:

  • 400 gr. di lenticchie cotte
  • 2 cipolline fresche 
  • 100 gr. di gherigli di noci
  • 1 uovo
  •  sale e pepe q.b.
  • 50 gr. pane grattugiato
  • 500 gr. salsa pomodoro
  • 1 mozzarella 
  • olio extravergine d'oliva q.b.
Procedimento:
Tagliare grossolanamente una cipolla e far rosolare in una padella con olio evo. Aggiungere le lenticchie e farle insaporir qualche minuto.
Mettere i gherigli di noci nel mixer e tritarli. Spostare i gherigli in una ciotola e frullare le lenticchie. Mixare per qualche secondo, dopoché aggiungere l'uovo avendo cura di farlo assorbire bene.
Versare il composto in una ciotola ed aggiungere le noci. A poco a poco aggiungere il pane grattugiato fino a quando non avrà una consistenza solida. Salare e pepare.
Mettere il composto su carta da forno precedentemente oleata ed avvolgere l'arrosto con la carta, dando la forma di una caramella.
Sistemare l'arrosto in teglia e far cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30'.
Sfornare e lasciare intiepidire prima di tagliare in fette piuttosto spesse che verranno predisposte in una pirofila con un fondo d'olio. Cospargere con salsa di pomodoro e mozzarella tagliata a pezzetti . Infornare per altri 10'. Servire l'arrosto caldo.


Arrosto si ma....di lenticchie!

Arrosto si ma....di lenticchie!

Arrosto si ma....di lenticchie!

Arrosto si ma....di lenticchie!

Arrosto si ma....di lenticchie!


martedì 3 settembre 2013

Parmigiana di coste di bieta e grissini

Tre ...due ...uno...Viaaaa!
 Le ricette si preparano sulla linea di partenza per il podio di stasera. Chi avrà la meglio?
La più veloce? (da fare s'intende); la più calorica (o mamma visto il peso difficilmente taglierà il traguardo!); l'evergreen culinario? (per la serie "parliamo come mangiamo": una ricettina di base) , il dolcetto sfizioso? ( si, ha buone chanches : gustoso e veloce allo stesso tempo. Connubio ricercato dai più). Siamo al rush finale...Ecco, la gara è finita .... The winner is....che silenzio in platea!....
The winner is:.... LA PARMIGIANA DI COSTE DI BIETA E GRISSINI!....
Pensate la davano per perdente e non l'avevo nemmeno citata, ma che volete farci la storia è piena di perdenti la cui tenacia e fiducia nelle proprie capacità finisce per cambiare le sorti di un destino segnato, almeno in apparenza!
 Si vede che sono reduce di un pomeriggio con le altre due manine a vedere Turbo??? ^_^
Questa ricetta è di Sergio Barzetti de "la prova del cuoco", come ogni sua creazione , consta di più fasi ma ne vale la pena davvero perchè anche bimbi ed adulti reticenti alle verdure ( non è il caso dei miei clienti fissi*: onnivori DOP!) si ricrederanno.


* "clienti fissi": Mia madre era solita chiamarci scherzosamente in questo modo perchè puntuali all'ora di pranzo e cena eravamo seduti in attesa delle portate ( a casa nostra primo ,secondo e contorno a pranzo e cena. Povera mamma!) e diceva che cucinava bene perchè altrimenti avrebbe perso i suoi clienti ^_^ . Dopo il ricordo-time non mi resta che augurarvi BUONA RICETTA !

Ingredienti (6 persone):

  • 2 cespi coste di bieta
  • 150 gr. di prosciutto cotto
  • 150 gr. parmigiano grattugiato
  • 200 gr. formaggio Casera (io ho messo la scamorza)
  • grissini q.b.
  • 50 gr. burro
  • 2 foglie di alloro
  • 1 fetta di limone
  • un pizzico noce moscata o pepe bianco (facoltativi)
Procedimento:
 Tagliare le coste di bieta separando le foglie dalla parte bianca che verrà divisa in tre parti.
Lessare per 15 minuti le coste nell'acqua in cui avremmo messo la foglia d'alloro e la fetta di limone. Spegnere e lasciare così per 5'.
Togliere le coste ma non buttare l'acqua!
Tagliare le foglie a listarelle e metterle in padella con il burro per circa 6-7 minuti. Aggiungere un pò d'acqua di cottura delle coste e lasciar cuocere per altri 6'.
Frullare le foglie con il  parmigiano, un pizzico di noce moscata o di pepe bianco, il sale ed ancora un pò d'acqua di cottura ( metterne poco alla volta altrimenti si corre il rischio di fare una salsina troppo liquida).
Ora iniziare a comporre la parmigiana. Imburrare una pirofila e sbriciolare sopra qualche grissino. Disporre il prosciutto cotto, le coste, la salsina delle foglie, il parmigiano, il casera ( io scamorza), ripetendo gli strati di nuovo  partendo dal prosciutto. L'ultimo strato deve essere fatto da casera ( io scamorza), prosciutto e grissini.
Mettere in forno preriscaldato a 180° per 25'-30'.
parmigiana di coste di bieta

parmigiana di coste di bieta


parmigiana di coste di bieta

parmigiana di coste di bieta